Una persona apre ChatGPT e scrive «chi mi può rifare il sito a Genova». Non riceve un elenco di link come su Google. Riceve una risposta in prosa, con dentro due o tre nomi. La domanda, per te, è semplice: come si fa a essere uno di quei nomi.
Il primo passo l'ho raccontato in un altro articolo: il sito deve farsi leggere dai crawler dell'AI, con il robots.txt aperto, l'llms.txt, i dati nell'HTML. Quello è il biglietto d'ingresso. Ma entrare nella stanza non vuol dire essere scelti. Una volta che l'assistente ti legge, deve decidere di citare te. Da cosa dipende, in concreto, sono cinque cose.
Rispondi per primo, con un fatto
L'AI non legge la tua pagina per intero e poi riassume. Cerca il pezzo che risponde alla domanda e cita quello. Quindi la risposta va messa nella prima riga, non in fondo dopo il giro di parole.
«Facciamo siti per piccole attività a Genova, si parte da 900 euro» è una frase che un modello può prendere e mettere in una risposta. «Trasformiamo la tua presenza digitale con soluzioni su misura» non la citerà mai, perché non contiene niente: nessun luogo, nessun numero, nessun fatto. È lo stesso motivo per cui quel modo di scrivere fa venire l'orticaria a chi legge. Vale per le persone e vale per le macchine allo stesso modo.
Fai capire che esisti come soggetto
Un conto è che l'AI legga le tue parole, un altro è che capisca che «DUE» è uno studio preciso, fatto da due persone, che sta a Genova e fa certe cose. Questo glielo dicono i dati strutturati: righe invisibili al visitatore che dichiarano chi sei, chi ci lavora, quali servizi offri, e che ti collegano ai tuoi profili pubblici reali. Il lato tecnico è nell'articolo che ho linkato sopra. Il senso è questo: senza, sei una stringa di testo; con, sei un soggetto che il modello può nominare con sicurezza.
Il web deve confermarti
Qui arriva la parte che conta di più, e che controlli di meno. L'AI non pesa solo quello che dici tu di te. Pesa quello che dicono gli altri: la scheda Google e le recensioni, le menzioni in un articolo, un tuo lavoro citato in un elenco. Se tre fonti diverse dicono la stessa cosa su di te, quella diventa la risposta.
L'AI mette nella risposta chi risponde alla domanda, non chi ci gira intorno.
Non si compra e non si finge. Si costruisce, un pezzo alla volta, e il primo pezzo per una piccola attività è quasi sempre la scheda Google messa a posto: foto, orari, recensioni vere. Da lì in avanti contano i lavori reali, non le dichiarazioni su di sé.
Poi si misura
Il lavoro non finisce alla consegna, perché non c'è una classifica da controllare come su Google. Si verifica a mano: una volta al mese facciamo le domande che conta intercettare, su ChatGPT e su Perplexity, e guardiamo se e come compari. In parallelo si legge nelle statistiche il traffico che arriva da quei motori. Quello che non si misura non si migliora, e su questo terreno si misura interrogando gli assistenti come farebbe un tuo cliente.
Quanto ci vuole, e cosa non ti prometto
Le prime citazioni si vedono in due-quattro mesi, l'effetto sul traffico in quattro-otto. Sono tempi onesti, non sono i miei: sono quelli che vede chiunque faccia questo lavoro seriamente.
E c'è una cosa che nessuno può prometterti, io per prima: «sarai consigliata da ChatGPT». La citazione non la controlla chi fa il sito, la decide il modello sul momento. Quello che possiamo fare è metterti nelle condizioni migliori perché accada, che è una cosa concreta e diversa da una promessa.
Se vuoi capire a che punto sei, parliamone: un'ora insieme, gratuita, e ti dico cosa vedo. Anche se poi non lavoriamo insieme, esci con le idee più chiare.
